Condividi su

Umaro El Mokhtar Sissoco Embaló

Presidente della Repubblica della Guinea-Bissau
 biografia
Illustri Alti Rappresentanti delle Grandi Religioni del Mondo, Eminenze, Eccellenze,
Signor Presidente della Repubblica Federale di Germania;
Signori Ministri e Ambasciatori,
Prof. Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio e cari amici,
 
Questo incontro si inscrive nella lunga storia di dialogo promossa dalla Comunità di Sant'Egidio, che ci ha invitati tutti qui. Questo dialogo procede dal 1986 nel solco di quello che viene chiamato "spirito di Assisi ", dal nome della città dove Papa Giovanni Paolo II volle tenere il primo incontro delle religioni del mondo. È un sogno di costruire la pace iniziato in piena guerra fredda e che continua in questo tempo di disordine globale, tempo imprevedibile di conflitti e terrorismo.
Ci incontriamo mentre continua la guerra in Ucraina, ma anche nel mio continente, in Africa, si moltiplicano le guerre e le violazioni della democrazia.
L'idea non è solo quella di un dialogo tra esperti, ma tra responsabili religiosi e politici, che rappresentano i loro rispettivi mondi. È il tentativo di dimostrare che è buono e necessario imparare a vivere insieme, perché vivere insieme è un'arte di cui abbiamo urgente bisogno.
 
Venendo dall'Africa, voglio rendervi testimonianza di quell'arte del dialogo e della pace che coltiviamo nel nostro continente e nel mio Paese, la Guinea Bissau. Le religioni e le culture possono e devono parlare al cuore dell'uomo con un linguaggio fatto di fiducia, e non di paura e aggressività.
 
Da molti anni conosco l'impegno di Sant'Egidio per il dialogo e la pace. Conosco le vostre mediazioni, come quelle in Mozambico (1990-1992), Burundi (1997-2000), Liberia (2002-2003), Togo (2004 e 2005), Costa d'Avorio (2003-2006) e ancora oggi i persistenti tentativi di pace in Sud Sudan (1998-2005), per non parlare del Medio Oriente, dei Balcani e dell'America Latina. Con la Guinea Bissau, Sant'Egidio è anche impegnata per risolvere la questione della Casamance.
So anche che migliaia di membri di Sant'Egidio sono africani: vorrei ringraziarli qui, in particolare per il loro impegno nella lotta alla povertà, per i programmi sanitari e di lotta all'esclusione che portano avanti senza perdere la fiducia nel futuro del continente.
 
L'Africa ha bisogno di essere ascoltata e compresa meglio. Ritengo che l'Europa debba interrogarsi molto di più e molto meglio davanti al mio continente, con il quale ha forti legami, ma verso il quale ha avuto anche molte mancanze e molte colpe. Bisogna trovare una nuova collaborazione tra Africa ed Europa, come quella che si realizza nell’operato di Sant'Egidio.
 
Il mio Paese, la Guinea Bissau, è sempre stato un modello di convivenza tra religioni. La convivenza ci spinge a pensare all'identità in termini nuovi: quando la convivenza si lacera, se ne vedono le tristi conseguenze. Il Sahel si trova oggi a dover affrontare la sfida dei jihadisti che vogliono imporre una religione trasformata in ideologia, che in realtà nasconde degli interessi materiali. È per questo e per la democrazia che stiamo combattendo. Nel mio Paese cerchiamo di creare un tessuto comune e questo è diventato una testimonianza di pace.
 
In tutto il mondo, la pace e la sicurezza sono le sfide più urgenti. C'è un grande bisogno di uomini e donne di religione e cultura diverse che uniscano le loro energie e le loro intelligenze per riaffermare il diritto e il dovere di tutti alla pace e alla sicurezza. A Berlino, nel cuore dell'Europa, vorrei riaffermare: abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri per costruire uno spirito di fiducia reciproca, ciascuno nella propria tradizione, senza il quale nessuna sfida può essere vinta.
 
Il dialogo tra le religioni è il modo migliore per costruire un mondo più vivibile. È essenziale che i leader religiosi accompagnino gli Stati nella loro ricerca di una convivenza pacifica. Ci sono troppe manipolazioni in questo ambito. L'estremismo è una malattia che causa molte sofferenze. Come sapete, la povertà spinge molti giovani a lasciare il proprio Paese. Si tratta di un fenomeno che deve trovare risposta in uno sviluppo sostenibile. Allo stesso tempo, il cambiamento climatico sta rendendo difficili le condizioni di vita in alcune parti dell'Africa e del mondo e sta impoverendo i terreni. La manipolazione di tutti questi problemi socio-economici da parte delle forze oscure della criminalità e del jihadismo genera violenza e distrugge gli Stati.
 
Il mondo delle religioni, qui rappresentato ad altissimo livello, e il mondo delle relazioni internazionali e della politica devono essere alleati in questa battaglia. L'impoverimento del dialogo è spesso il prodotto della crisi del sogno di cambiamento e del prevalere del pessimismo. Questa è una pessima scuola per i giovani. Questo pessimismo di fronte all'inevitabilità della guerra e della povertà non ci appartiene.
Come leader africano, conosco il peso di questo impegno: qui a Berlino - città distrutta dalla guerra - vi porto un sogno africano. Vi porto l'impegno assunto molti anni fa per la democrazia. Vi porto il sogno di convivenza tra popoli e continenti, questo nuovo umanesimo di cui l'Africa ha il segreto.
 
Grazie