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Regina Egle Liotta Catrambone

Co-fondatrice e direttrice del MOAS, Italia
 biografia
•  Dal mese di agosto del 2017, MOAS ha concentrato le proprie forze nel fornire assistenza umanitaria ai rifugiati Rohingya che avevano subito violenze e persecuzioni in Myanmar, e che erano entrati nel vicino Bangladesh in cerca di assistenza e sicurezza. Il 25 agosto 2017, nello Stato di Rakhine settentrionale, vecchie tensioni sono esplose in una campagna di repressione brutale per mano dei militari birmani. I Rohingya, appartenenti a una minoranza etnica musulmana, vengono considerati immigrati illegali dal Bangladesh e viene loro negata la cittadinanza in Myanmar, nonostante abbiano vissuto nello stato di Rakhine per secoli. Oggi quasi un milione di Rohingya vive in campi profughi in condizioni disastrate nella regione bengalese di Cox’s Bazar. Le condizioni sanitarie sono disperate. In quanto popolazione altamente marginalizzata in Myanmar, pochi sono i Rohingya che hanno ricevuto un’adeguata assistenza sanitaria. Intanto la povertà endemica nelle zone rurali del Bangladesh fa sì che anche le popolazioni locali abbiano accesso limitato alle strutture mediche. Le condizioni di vita sono poco igieniche e altamente instabili. La diffusione delle infezioni è facilitata dal sovraffollamento dei campi e degli insediamenti. L’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici è estremamente limitato, aumentando il rischio di patologie trasmesse per mezzo dell’acqua, problema acuito dalla stagione dei monsoni. Alla fine del 2018, MOAS aveva fornito assistenza medica ad oltre 90.000 bambini, donne e uomini appartenenti sia alla comunità Rohingya sia a quella bengalese. I nostri pazienti hanno ricevuto gratuitamente medicinali e assistenza sanitaria in un contesto estremamente fragile attraverso le nostre Aid Stations.
 
•  Nel 2019 ci siamo concentrati sul progetto Flood and Water Safety Training, un approccio innovativo per la salvaguardia delle comunità Rohingya che vivono a Cox's Bazar, in aree ad alto rischio di inondazioni durante le stagioni dei monsoni e dei cicloni. MOAS sta fornendo competenze operative alla comunità Rohingya  e ai locali affinché siano in grado di agire come primi soccorritori in caso di alluvione. Il programma MOAS, che si avvale del supporto dell'OIM e dell'UNHCR, ha formato, fino ad oggi,  1300 volontari. I volontari hanno appreso come identificare le aree a rischio di inondazioni e come eseguire un salvataggio; inoltre sono state fornite ai partecipanti attrezzature per il salvataggio in acqua, le throw bags. La formazione fornisce ai partecipanti, oltre alle competenze di primo intervento in caso di emergenza, conoscenze sulla sicurezza idrica all'interno dei campi. Ad alcuni partecipanti viene impartita una formazione supplementare per diventare Community Trainers e coordinare nuovi gruppi di volontari. Nell’anno corrente i volontari hanno effettuato diversi salvataggi. Inoltre, le throw bags utilizzate per i salvataggi sono state prodotte in Bangladesh e hanno costituito una preziosa fonte di reddito per i membri della comunità locale.
 
•  Nel dicembre 2018, in risposta alla crescente crisi umanitaria causata dalla guerra in Yemen, MOAS ha lanciato una nuova campagna per portare aiuti umanitari, nello specifico forniture mediche e prodotti alimentari per combattere la malnutrizione pediatrica, alla popolazione. Il perpetuarsi della guerra ha generato una situazione di conflitto sempre più complessa con effetti devastanti per la popolazione civile, da situazioni di sfollamento alla diffusione di una spaventosa epidemia di colera e alla carestia. 
 
•  Nel mese di agosto, con il sostegno dei nostri donatori e partner, abbiamo effettuato due consegne. La prima: 27 tonnellate di integratori alimentari al porto di Aden, in Yemen. La nostra spedizione sarà distribuita attraverso ADRA, nostro partner operativo in Yemen. Negli ultimi tre anni, oltre 85.000 bambini al di sotto dei cinque anni sono morti di malnutrizione acuta. Con due milioni di bambini al di sotto dei cinque anni attualmente affetti da malnutrizione acuta, ci aspettiamo che questa consegna abbia un impatto immediato ed importante. La seconda: farmaci salvavita. Una nave ha consegnato il nostro container di 6 metri carico di medicine e attrezzature sanitarie ad ADRA, nostro partner locale. Un recente report mostra come il sistema sanitario yemenita sia stato devastato dal conflitto in corso e oggi circa 19.7 milioni di persone hanno disperato bisogno di assistenza medica. Farmaci e supporti medici aiuteranno a combattere la morte per gravidanza: recenti dati forniti dalle Nazioni Unite indicano che lo Yemen è una delle regioni con il più alto tasso di mortalità materna con 385 morti ogni 100.000 nati. Gli integratori di ferro e vitamine ci aiuteranno a fornire una risposta ai bisogni di più di 7 milioni di yemeniti affetti da anemia da carenza di ferro a causa della malnutrizione – circa l’86% dei bambini al di sotto dei cinque anni e il 71% delle donne incinte o in fase di allattamento. La nostra spedizione include trattamenti anti-colera, come sali per la reidratazione orale, farmaci anti-diarroici e liquidi per via endovenosa. Aiuti fondamentali in questo momento: lo Yemen sta infatti attraversando la sua peggiore epidemia di colera. Dalla fine del 2016 sono stati riscontrati più di 1.3 milioni di casi sospetti di colera con 2.800 decessi, mentre si prevedono più di 350.000 casi nel 2019.
 
Conclusioni 
Ascoltare, avere il desiderio di capirsi, dare voce a chi non ne ha ,poca… è un’ importante  parte di una relazione di reciprocità che sta alla base dell’accoglienza dell’altro. 
Il dialogo rappresenta un gesto di fiducia, un’esperienza di apertura e disponibilità che ci fa comprendere che siamo incompleti, che abbiamo bisogno degli altri per essere noi, che possiamo apprendere da loro, che incontrare l’altro è un’esperienza costruttiva. 
Per questa ragione noi di Moas crediamo e abbiamo sempre creduto che il dialogo sia un elemento fondamentale della nostra mission, (missione)  un tassello imprescindibile e vitale di ogni nostro intervento.     Il dialogo tiene accesa la speranza!